Oggi a Pinzolo la cerimonia di consegna della 55esima Targa d’argento - Premio internazionale di solidarietà alpina, assegnata ad Adriano Favre, guida alpina di Ayas e figura di riferimento del Soccorso Alpino italiano. Medaglia d’oro alla memoria a Luca Sinigallia.
È stata una cerimonia ricca di riconoscimenti e di emozioni quella andata in scena stamani al Paladolomiti di Pinzolo per la 55esima edizione del Premio internazionale di solidarietà alpina. Oltre alla Targa d’argento e alla Medaglia d’oro alla memoria, quest’anno assegnate rispettivamente ad Adriano Favre e Luca Sinigallia, è stata consegnata la Medaglia del Presidente della Repubblica a Giuseppe Ciaghi, nel suo ruolo di presidente del Comitato organizzatore e rappresentante del Premio. “È un grande onore - ha commentato Ciaghi - che ci riempie di orgoglio e rinforza il nostro impegno nel riconoscere e premiare il valore universale della solidarietà”.
Solidarietà protagonista delle storie dei due premiati di questa edizione. A cominciare da Adriano Favre, guida alpina di Ayas, in Valle d’Aosta, che ha dedicato oltre cinquant’anni della propria vita alla montagna e al soccorso alpino, distinguendosi per coraggio, spirito di abnegazione e competenza tecnica, con particolare riguardo all’addestramento e all’uso dei cani da valanga. Ricevendo il Premio, Favre ha voluto, tra l’altro, esprimere riconoscenza alle famiglie dei soccorritori che aspettano a casa i loro cari quando vanno in missione e rischiano la propria vita per aiutare chi si trova in una situazione di pericolo.
La Targa d’argento del Premio internazionale di solidarietà alpina torna così in Valle d’Aosta dopo 36 anni: era il 1990, infatti, quando il premio venne assegnato a Pietro Bassi, di Courmayeur, fra i medici pionieri del servizio di soccorso in montagna.
A segnalare il nominativo di Favre al Comitato organizzatore è stato il presidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Maurizio Dellantonio, che si è congratulato con il premiato e ha reso omaggio al Premio che dà valore e visibilità all’impegno di uomini e donne che si mettono al servizio del prossimo. A testimoniare lo stretto legame che si è creato nel tempo con il Premio, la Direzione nazionale del CNSAS si è riunita ieri a Pinzolo, avendo così l’opportunità di partecipare al completo alla cerimonia di premiazione di stamani.

Significativa anche la storia di Luca Sinigallia, alpinista di grande esperienza che ha perso la vita nell’agosto 2025 sul Pik Pobeda, in Kirghizistan, dopo essersi impegnato nel tentativo di prestare soccorso all’alpinista russa Natalia Nagovitsyna, rimasta gravemente ferita e bloccata ad oltre settemila metri di quota. “Un gesto di straordinario altruismo e solidarietà - è stato evidenziato durante la consegna della Medaglia d’oro ai familiari - compiuto in condizioni estreme, che incarna i più autentici valori di coraggio, generosità e fratellanza della montagna”.
Nell’agosto di quest’anno, IRT - International Rescue Team, in collaborazione con il CNSAS, ha organizzato una nuova missione sul Pik Pobeda per cercare il corpo di Luca. La squadra, composta da due esperti di alta quota e un pilota specializzato nell’impiego di droni per il soccorso, ha raggiunto l’area di ricerca con un trasferimento coordinato con i familiari e il Consolato italiano a Bishkek. Il 14 agosto sono stati effettuati dieci voli di drone nell’area della scomparsa, tra i 6.400 e i 6.800 metri. Nonostante le condizioni meteorologiche favorevoli, l’impegno dei soccorritori e le tecnologie impiegate, non è stato possibile individuare tracce del corpo. La squadra è rientrata in Italia il 17 agosto, al termine di un ulteriore tentativo concreto di dare una risposta alla famiglia.
A rendere omaggio ai premiati e, più in generale, a quella che viene chiamata la grande famiglia del Premio e a tutto “il popolo della montagna” sono intervenuti il sindaco di Pinzolo Michele Cereghini e il presidente dell’Apt Campiglio Tullio Serafini.
È questa, ancora oggi, la montagna raccontata dal Premio, ideato 55 anni fa da Angiolino Binelli e portato avanti nel solco dei valori a cui si ispira: la solidarietà, l’impegno e la capacità di mettere la propria esperienza al servizio degli altri.
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