Tre giorni di esercitazione per mettere alla prova tecniche, organizzazione e capacità di lavorare in squadra in uno degli ambienti più complessi per un intervento di soccorso: la grotta "Abisso di Lamar", nel comune di Vallelaghi.
Nel fine settimana del 18, 19 e 20 settembre, la Delegazione speleologica del Servizio Provinciale Trentino del CNSAS ha simulato il recupero di una persona infortunata a circa 360 metri di profondità, quasi sul fondo della cavità. Uno scenario impegnativo, scelto per testare sul campo le procedure di soccorso e la capacità dei tecnici di operare per molte ore in un ambiente ipogeo caratterizzato da strettoie e dall'imponente pozzo verticale "Trieste".
La prima squadra, accompagnata da un infermiere, è entrata in grotta alle 8.00 di sabato mattina. Dopo aver stabilizzato l’infortunato e averlo estricato utilizzando il KED - un dispositivo medico di primo soccorso semirigido utilizzato dai soccorritori per l'immobilizzazione spinale di pazienti traumatizzati - i tecnici hanno proceduto all’imbarellamento. Il recupero della barella è iniziato intorno alle 12.
Nel corso della giornata le squadre si sono alternate per garantire la continuità delle operazioni. Una seconda squadra, composta da sei tecnici, è entrata nel tardo pomeriggio e alle 20.30 ha dato il cambio alla prima in corrispondenza di una strettoia particolarmente impegnativa. In quel punto è stato necessario interrompere temporaneamente il recupero e sbarellare l’infortunato per poter proseguire. Il trasporto è quindi ripreso nella zona delle grandi verticali, con il supporto, durante la notte, di altri tre tecnici, fino alle 5.30 di domenica mattina.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alle comunicazioni. È stato testato il sistema radio-telefono, che permette di trasformare il segnale analogico trasmesso dal doppino telefonico posato in grotta in un segnale radio digitale. In questo modo la Direzione Operazioni, che si trovava all'esterno della grotta per coordinare l'intervento, ha potuto comunicare direttamente con le squadre impegnate all'interno.
Complessivamente hanno partecipato all’esercitazione 17 tecnici della Delegazione speleologica e tre soci collaboratori, impegnati nella gestione della logistica al campo base esterno. L’attività ha permesso di verificare procedure e attrezzature e, soprattutto, di allenare il coordinamento tra le diverse squadre in condizioni simili a quelle che potrebbero presentarsi durante un intervento reale.
Per la gestione del campo base esterno sono state utilizzate attrezzature fornite dalla Protezione Civile, a cui va il nostro ringraziamento, tra cui gazebo e tende gonfiabili.







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