“Il soccorso è anzitutto questione di uomini e di materiali e di questo binomio siamo convinti che il termine principale, anzi essenziale, è l’uomo. Dal suo spirito, oltre che dalla sua perizia, dipende soprattutto la riuscita e la rapidità di ogni azione di soccorso”.
Le origini nel 1952
L’alpinismo e il soccorso in montagna sono sempre stati legati in modo indissolubile. Fin dai primi dell’Ottocento, quando le montagne diventarono un luogo di esplorazione e avventura, gli interventi di emergenza venivano effettuati grazie alla generosità e all’esperienza di singoli alpinisti.
Pionieri come Marino Stenico, Bruno Detassis e Cesare Maestri si resero protagonisti di salvataggi memorabili, agendo spesso in condizioni estreme e senza un’organizzazione strutturata.
Nel 1952 avvenne un grave incidente nelle Dolomiti di Brenta. Tre giovani escursionisti persero la vita rimanendo bloccati per giorni in un crepaccio, mentre solo una quarta compagna di cordata si salvò. In SAT – Società Alpinisti Tridentini e CAI – Club Alpino Italiano maturò quindi la convinzione che servisse un soccorso alpino organizzato.
Il medico e alpinista trentino Scipio Stenico, con Mario Smadelli e Carlo Colò, elaborò un piano innovativo e lungimirante: creare un Corpo di Soccorso Alpino suddiviso in Stazioni nei principali centri ai piedi delle montagne, ciascuna coordinata da un Capostazione.
Sempre nel 1952, a Pinzolo, nacque la prima Stazione del Corpo Soccorso Alpino. L’idea si diffuse presto in tutto il Trentino e, dal 1954, in tutta Italia con la fondazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) del CAI.
Il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino oggi
Ancora oggi, quando c’è bisogno, noi ci siamo: organizzati, preparati e radicati nel territorio. Accanto agli interventi operativi, portiamo avanti attività di prevenzione e di sensibilizzazione alla prudenza in montagna, rivolte a chiunque viva l’ambiente alpino.
Nel 2022 abbiamo raccontato i nostri settant’anni di storia con una mostra che, attraverso fotografie di ieri e di oggi e sette parole chiave, ha mostrato come lo spirito di solidarietà dei nostri soccorritori si sia evoluto insieme a mezzi, materiali e tecniche.
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