Esercitazione speleo congiunta alla Spluga della Preta in Veneto

Notizie e informazioni26 Febbraio 2026
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Giovedì 26 febbraio 2026

Nei giorni da venerdì 20 a domenica 22 febbraio la VI Delegazione speleologica Veneto, in collaborazione con le Delegazioni speleologiche di Alto Adige, Lombardia e Trentino ha organizzato un'esercitazione di soccorso speleologico nella Spluga della Preta, profondo abisso dei Monti Lessini.

Le operazioni hanno previsto il recupero di un infortunato dalla profondità di 550 metri dall'ingresso, che si trova alla quota di 1.450 metri sulla cima del Corno d'Aquilio. La scelta di un abisso prealpino in regime invernale ha determinato l'ulteriore difficoltà dell'avvicinamento su terreno innevato. Le squadre si sono pertanto appoggiate ad un campo base installato a Fosse ed un campo avanzato nei pressi di Malga Preta, a pochi metri dall'ingresso. Grazie al supporto della stazione alpina di Verona i tecnici ed il materiale sono stati trasportati mediante quad lungo i cinque chilometri di strada dal campo base alla grotta.

La Spluga della Preta è conosciuta nell'ambiente speleologico come un abisso impegnativo a causa delle sequenze di pozzi (alcuni dei quali superiori ai cento metri) e, soprattutto, delle strettoie che rendono problematica la percorrenza. Le dimensioni anguste di numerosi e lunghi passaggi in grotta rendono impossibile il transito di una barella. Per affrontare il problema, in collaborazione con i sanitari (hanno partecipato quattro infermieri, provenienti anche dal Friuli Venezia Giulia, ed un medico) sono state sperimentate soluzioni di trasporto alternative.

Le operazioni di recupero sono iniziate la mattina del venerdì con la stesura della linea telefonica interna per le comunicazioni e si sono concluse all'alba di domenica con l'uscita del ferito e di tutti i tecnici. Nel corso dell'addestramento si sono alternate tre squadre di tecnici di soccorso speleologico provenienti dalle varie delegazioni: l'esercitazione è stata un positivo esempio di sinergia fra realtà di soccorso contermini, anche nella prospettiva di interventi complessi che richiedano la presenza di più delegazioni.

Lo scenario ha permesso di affrontare numerosi e complessi obiettivi: la gestione delle squadre in un ambiente ipogeo estremamente selettivo, resa ancora più complessa dalle problematiche invernali in quota, la complessità, per i tecnici ed i sanitari, di garantire un trasporto dell'infortunato anche in ambienti di difficilissima percorrenza. Benché non tutte le soluzioni sperimentate si siano rivelate efficaci nella prospettiva di un intervento reale, l'esercitazione rilancia numerosi spunti e temi di crescita per il futuro.

La VI Delegazione speleologica sottolinea con considerazione il lavoro svolto dalla Stazione di soccorso alpino di Verona e lo spirito cooperativo con cui le delegazioni speleologiche di Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Trentino ed Alto Adige hanno partecipato. Si ringraziano anche il Comune di Sant'Anna d'Alfaedo, il Comitato FosseLand, che ha messo a disposizione la struttura logistica, ed il Parco Regionale della Lessinia.

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